TRAVI DI CASTAGNO USO FIUME E A SPIGOLO VIVO: QUALE MARCATURA CE?

30.06.2012
Scritto da Andrea Zenari
Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) prevedono al capitolo 11.1 che ogni prodotto, impiegato nelle costruzioni, sia messo in conformità a cura del produttore secondo una norma armonizzata formulata in seguito ad un mandato CEN previsto dalla CPD 89/106, oggi è in via di sostituzione da parte del nuovo CPR 2011/305. In ogni caso le NTC prevedono che le travi di castagno, essendo esso legno massiccio con funzioni strutturali, sia messo in conformità alla UNI EN 14081-1:2005+A1:2011. Il titolo della norma è “Legno strutturale con sezione rettangolare classificato secondo la resistenza” e lo scopo della norma specifica “i requisiti del legno strutturale con sezione rettangolare classificato a vista e a macchina, sagomato mediante sega, pialla o altri metodi e avente scostamenti rispetto alle dimensioni di destinazione corrispondenti alla EN 336”. E’ necessario a questo punto precisare che chi ha scritto la norma ha definito, e quindi distinto, con “sezione rettangolare” tutte le travi che non hanno sezione circolare di cui si occupa una norma in fase di studio. La classificazione a vista applicabile è dettata dalla UNI 11035:2010 per il castagno di origine Italia quindi per tutte le travi ottenute da tronchi ottenuti da alberi cresciuti in Italia. A tale riguardo i delegati Italiani al TG1 del CEN 124 hanno presentato nel 2010, al gruppo di lavoro europeo, il documento di analisi statistica del comportamento delle diverse specie che crescono in Italia, tra queste anche il castagno, e sono stati valutati con esito positivo nella riunione del 16-17 febbraio 2011 ed è stato inserito nella nuova revisione della norma UNI EN 1912, oggi in fase di stampa.

Visto che nel mercato italiano le travi di castagno non sono commercializzate esclusivamente nel formato con spigolo vivo, bensì nel formato denominato comunemente “uso fiume”; nel caso in cui lo smusso sia entro i limiti, è necessario tener conto che le norme UNI EN 14081 e la UNI 11035 prevedono un limite di smusso concesso su tutta la lunghezza del segato per un massimo di 1/3 della larghezza di ogni faccia, limite che può anche essere la somma degli smussi presenti su entrambi gli spigoli della stessa faccia.

Dato questo potenziale limite, soprattutto là dove per motivi architettonici è richiesto ed apprezzato uno smusso maggiore del limite, le NTC presentano differenti possibilità che lasciano la libera interpretazione ai produttori in quanto sono i veri responsabili della marcatura CE del prodotto. A tale riguardo sia nel settore delle travi in legno di abete che di castagno sono nati dei consorzi ad hoc che hanno provveduto alla formulazione del CUAP (common understanding assessment procedures) avente il codice di matricola 03.24/22 e successivamente alla formulazione di una ETA (european tecnical appoval/benestare tecnico europeo) con lo scopo di mettere in conformità i segati, più precisamente le travi, ad uso strutturale nel formato tipico italiano denominato “uso fiume” che hanno uno smusso maggiore al limite su descritto di 1/3 della larghezza delle facce e la provenienza dei tronchi può essere sia italiana che francese. Questi possono essere definiti, come travi a sezione quadrata o rettangolare ottenuti da un tronco mediante squadratura meccanica, continua e parallela dal calcio alla punta su quattro facce a spessore costante con smussi e contenenti il midollo. La precisazione fatta nel CUAP è relativa allo smusso che si deve essere costituito nel modo seguente: superficie arrotondata originale del tronco, con o senza corteccia, eventualmente regolarizzata tramite lavorazione meccanica con l’asportazione di non più di 5 mm sotto corteccia, che raccorda due facce contigue dell’elemento ligneo. Limite molto restrittivo ma che deriva dal fatto che la maggior resistenza meccanica delle travi uso fiume sta proprio nella continuità della fibra nelle parti arrotondate.

Una precisazione è dovuta anche sotto l’aspetto della sezione che dovrà considerare il progettista nella verifica statica che in entrambi i casi, sia che si applichi la UNI EN 14081 o la nuova ETA sarà sempre la sezione nominale (senza ricorrere alla maggiorazione di sezione come previsto per quei produttori che hanno applicato il punto 11.7.2 della circolare alle NTC).

Il profilo resistente previsto per entrambe le norme è la classe di resistenza D24 (EN 338).

Confronto tra UNI EN 14081 e ETA per la conformità del castagno uso fiume (immagine):

http://www.lazzarizenari.it/
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